museo diffuso

Museo diffuso, un’opportunità per promuovere il territorio


Ogni territorio ha una storia da raccontare, ma non sempre questa storia può essere raccolta all’interno di quattro mura. Quando i paesi sono troppo piccoli e mancano quelle caratteristiche tecniche che permettono di aprire un museo tradizionale, fare sistema e unire le forze è la soluzione migliore.

Non più una singola località, ma un insieme di luoghi che incuriosiscano i turisti. Un’area che invogli alla scoperta di piccole realtà che hanno tanto da offrire. Una zona che faccia sentire la sua comunità parte integrante del progetto, impegnandola nella valorizzazione delle proprie tradizioni e radici. Insomma: un museo diffuso!

Cos’è un museo diffuso?

Il museo diffuso, a differenza di quello tradizionale, crea i suoi percorsi di visita all’interno di un’area geografica. Luoghi, avvenimenti, antichi mestieri e personaggi storici vengono uniti attraverso itinerari tematici. La narrazione è affidata a un sistema di segnaletica che, in modo lineare e completo, racconta le caratteristiche distintive del territorio.

La particolarità di questo museo è che non è tutto qui. Anche la popolazione ha il suo ruolo da protagonista nel valorizzare i posti in cui è nata e cresciuta. Tramite incontri, attività didattiche e azioni di conservazione, gli abitanti diventano proprietari responsabili del museo diffuso. Un museo di tutti e per tutti.

In questo contesto narrativo il museo riesce ad attrarre i turisti in zone del territorio poco conosciute, in un’area che permetterà ai visitatori di vivere un’esperienza attiva tramite i posti da raggiungere, i particolari da cercare e le storie da respirare.

Come nasce un museo diffuso

Il museo diffuso nasce dal tema che si vuole dare al percorso. La scelta deve ricadere su una particolarità tipica della zona. Le Strade del Vino, ad esempio, sono itinerari che raccontano il territorio per mezzo delle sue realtà produttive, delle Cantine e delle aziende agricole più importanti. Sparse in tutta Italia, collegano il vino alle tradizioni di quella zona.

Un luogo viene inserito all’interno del progetto quando è testimone di caratteristiche sociali, culturali o economiche peculiari della località. Non solo fatti evidenti, ma anche le evoluzioni che hanno trasformato e rafforzato l’identità storica della popolazione. La coltivazione di ortaggi ormai scomparsi, lo stile di vita che ha ispirato il famoso poeta, le attività scolastiche dei bambini di una volta… questi e altri aspetti possono essere evidenziati con un museo diffuso.

Il passo successivo è la promozione mediante mappe, indicazioni ed eventi. Il web può essere una risorsa per raggiungere potenziali turisti distanti. Grazie a una buona strategia si può definire il pubblico a cui ci si rivolge, i risultati da raggiungere e i canali di comunicazione più adatti allo scopo.

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Tre esempi italiani da tenere in considerazione

In Italia abbiamo diversi esempi di musei diffusi validi e ben organizzati. Ne ho selezionati tre che possono fornire interessanti spunti sulle tematiche da approfondire.

Museo Diffuso di Lusiana (VI)

Nasce con lo scopo di tutelare e promuovere l’intera area comunale. Le sei realtà museali che costituiscono il museo diffuso del paese sono il Museo Palazzon, il Villaggio Preistorico del Monte Corgnon, la Valle dei Mulini, l’area dimostrativa Labiolo sulle attività del bosco, il Giardino Botanico Alpino del Monte Corno e il Parco del Sojo.
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IN LOCO – il museo diffuso dell’abbandono in Romagna

Il fil rouge sono i luoghi abbandonati che altrimenti rischiano di essere dimenticati. Un cammino alternativo percorso già da fotografi, architetti ed esploratori urbani. Le informazioni, contenuti multimediali creati ad hoc, sono disponibili sul posto tramite QR Code.
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Museo Diffuso di Torino

Il Museo Diffuso della Resistenza, della Deportazione, della Guerra, dei Diritti e della Libertà è stato aperto nel 2003 su iniziativa della Città di Torino. Un percorso multimediale interattivo guida il visitatore indietro nel tempo, nel decennio che va dall’approvazione delle norme antiebraiche alla promulgazione della Costituzione repubblicana (1938-1948).
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via verdimuseum.it

Il Musei Digitali Diffusi

Una versione 2.0 del museo diffuso trasporta la realtà nel digitale. I Musei Digitali Diffusi sono un progetto innovativo e multicanale che consente agli utenti di visitare il territorio da qualsiasi luogo si trovino. Contiene funzionalità tipiche dei siti turistici, come la possibilità di votare un luogo o di aggiungere le proprie fotografie geolocalizzate.

I Musei Digitali Diffus sono un portale e un’app al servizio della storia e della cultura. Una mappa, organizzata per punti di interesse, che permette di rilevare notizie, informazioni e approfondimenti.

Due esempi: #VerdiMusem e il Comune di Palizzi.

L’opportunità per promuovere il territorio

Ora sai che non esiste luogo troppo piccolo o troppo lontano per farsi conoscere. Sai anche che vivere all’interno di un museo diffuso significa tutelare l’area e valorizzarla costantemente e coerentemente.

Unire le forze, preferire la sinergia alla rivalità, può realmente contribuire nel rendere un’area competitiva sia culturalmente che economicamente.

Il museo diffuso, in questo contesto, è una grande risorsa. Come disse Maurizio Maggi nel 2002: “È un museo basato su un patto con il quale una comunità si prende cura di un territorio.”


Photo by Luca Bravo e Trent Erwin on Unsplash


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